Se la mia pelle vuoi

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Ateliersi:Andrea Mochi Sismondi, foto di scena, foto di Ilaria Scarpa copy

ph: Ilaria Scarpa

All’interpretazione scenica dei versi murali, al gusto performativo per il pensiero graffiato sui muri, Se la mia pelle vuoi fa seguire la domanda su ciò che precede l’atto di scrittura, sul tempo antecedente il momento in cui il grido s’inscrive sulle superfici. Una domanda che ci porta ad oltrepassare una soglia ed entrare nelle case. Per porre l’attenzione sul flusso della vita quotidiana, sul cuore battente di un dinamismo esistenziale di cui ci appassiona il dipanarsi più che l’identificazione.

Il focus è posto sulla sottile linea luminosa cha divide e congiunge la sfera pubblica e quella privata, o meglio, su chi abita e si dibatte in questa zona di confine. Esistono degli intenti e dei prodotti per la conservazione delle pareti, che hanno la funzione di formare una pellicola protettiva sulla zona di applicazione, ed una volta che si presenta la scritta, basta sciacquare con l’acqua. Dietro le scritte la vita: piccoli eroismi senza seguito, come ha scritto una volta Céline, forse, o un altro poeta d’assalto.

Se la mia pelle vuoi è il secondo capitolo di URBAN SPRAY LEXICON, una ricerca drammaturgica e performativa sulle scritte che appaiono e scompaiono dai muri delle città. Consiste in spettacoli Boia-concerto breve per imbrattamenti, voce e sintetizzatori (2011-2012), Se la mia pelle vuoi (2013) e la lezione-performance Freedom has many forms. Note e notizie sul come e perché delle scritte sui muri (2013).

Ateliersi raccoglie le scritte di oggi fotografandole e annotandole, e recupera quelle del passato scovandole in libri, riviste, raccolte private. Dal materiale raccolto compone nuove drammaturgie che fissano sulla carta le espressioni altrimenti fugaci, di brevissima durata: poemi e poemetti in versi diventano così una modalità di conservazione dell’effimero. A queste piccole unità di scrittura, in scena viene data voce e sonorità, e i messaggi visivi vengono trasformati in gesti performativi.

Si tratta di un’operazione artistica dove il linguaggio teatrale agisce in stretto contatto con le arti sonore e dove le dinamiche del paesaggio urbano diventano materiale scenico. Ateliersi pone il suo sguardo sulla strada abitata da persone anonime, dove il confine tra pubblico e privato emerge mobile e indefinito.

 

credits

di e con:
Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi

e con:
Liao Ving Ze

alla chitarra: 
Mauro Sommavilla

alle percussioni:
Vittoria Burattini

direzione tecnica:
Giovanni Brunetto

amministrazione e organizzazione:
Elisa Marchese

progettualità e comunicazione:
Tihana Maravić

produzione:
Ateliersi

 

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