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Prologo

Nel febbraio 2007, durante una permanenza a Skopje, incontriamo la direttrice dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) per l’area dei Balcani che ci parla dell’unica Municipalità rom del mondo: Šuto Orizari.
Decidiamo di visitarla. A fatica convinciamo il tassista macedone, che non ritiene opportuna una nostra visita al quartiere rom. Finalmente arrivati, camminiamo per alcune ore per le vie del quartiere tra frasi di cui non capiamo il significato ma di cui cogliamo il senso tra l’insulto e la derisione.

Šuto Orizari in quell’occasione la vediamo solo un po’.. vediamo solo l’esterno delle case, ma alla visione di ognuna di esse, ad ogni nuova proposta abitativa, l’emozione sale. Stiamo vedendo qualcosa che cerchiamo incessantemente: un’ennesima differenza formale che come tale è portatrice di contenuti. A seguito di questa esperienza Teatrino Clandestino contatta le autorità di Šuto Orizari per chiedere loro che alcuni elementi del gruppo vengano accolti nella comunità.

Un esperimento di esperienza

[1a Residenza a Šuto Orizari, febbraio / marzo 2008]
Attori come etnografi sul campo si adattano, si cibano e si muovono come gli abitanti della comunità, tentano di comprenderne la loro specificità, la loro visione del mondo. Gli attori etnografi del contemporaneo post-ideologico, prendendo spunto dalle domande e dalle ipotesi contenute nel libro di Matthias Kaufmann Anarchia Illuminata, pongono sul tavolo del dialogo con la comunità di Šuto Orizari i temi fondamentali della filosofia politica: libertà e uguaglianza; aspirazione ad una vita migliore e felice; possibilità di seguire un proprio ed autonomo progetto di vita; diritto di muoversi sul territorio attraverso i confini; relazione con lo stato di natura; il rapporto con la costrizione ed anche la legittimitaà dello Stato Nazione.

Serendipità

[2a Residenza a Šuto Orizari, settembre / ottobre 2008]
Gli attori etnografi tornano sul campo d’indagine di Šuto Orizari. Questa volta per uno scambio più circoscritto. Si tratta di un laboratorio filosofico tra artisti ed intellettuali in condivisione con il Theatre Roma.
I due gruppi si confrontano e insieme individuano come oggetto sperimentale attorno al quale incentrare il dialogo alcune opere e immaginari ispirati al mondo dei rom. L’intento è quello di comprendere se queste abbiano rappresentato o distorto questa realtà e i relativi perché.
Gli attori etnografi propongono un secondo tema di confronto: una lista di pregiudizi e stereotipi sulla popolazione rom e domandano ai soggetti di tali pregiudizi e stereotipi di smontarli attraverso una sorta di apologia.

Il giorno 30 ottobre 2008 gli attori etnografi, pronti per il rientro, appuntano nel loro diario: “Come risultato ci sembra di aver ottenuto una possibile e potente occidentalistica di riflesso”.

Ederlezsi, festa per la fine dell’inverno

[3a Residenza a Šuto Orizari, maggio 2009]
Gli attori etnografi tornano sul campo d’indagine in numero cresciuto per condividere con i collaboratori e coautori di Šuto Orizari la struttura concettuale e formale dello spettacolo.”

Per i concetti di esperimento di “esperienza e di occidentalistica di riflesso” si fa riferimento alla loro trattazione nell’opera di Leonardo Piasere.

 

credits

di:
Fiorenza Menni

con:
Faat Abedin, Hadži Asan, Matteo Garattoni, Eva Geatti, Amet Iasar, Alice Keller, Andrea Alessandro La Bozzetta, Monica Manca, Fiorenza Menni, Mauro Milone, Paola Stella Minni, Andrea Mochi Sismondi, Laura Pizzirani, Saban Uzeir

in collaborazione con:
Roma Theatre – Macedonia, Jean Michel Bruyère, Luigi de Angelis, Matthias Kaufmann, Chiara Lagani, Andrea Mochi Sismondi, Loredana Vitale, Wilbi

a cura di:
Pietro Babina, Giovanni Brunetto, Elisa Marchese, Giorgia Mis, Viviana Vannello

si ringraziano:
Fiorentini + Baker, Filippo Monti, Roberto Rizzo, Clara Sancricca, Santasangre, Diego Segatto, Maria Paola Tadeo

con il sostegno di:
Ambasciata d’Italia a Skopje, Municipalità di Šuto Orizari – Skopje (Macedonia), Comune di Bologna – Settore Cultura, Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Dipartimento per lo Spettacolo, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione

ufficio stampa:
Iagostudio

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16-17.10.2009 VIE Scena Contemporanea Festival Carpi (MO)

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