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Foto di Giovanni Brunetto, elaborazione grafica di Diego Segatto.

TACI, ANZI PARLA. DIARIO DI UNA FEMMINISTA 1972-1977

Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977 è la seconda creazione di un dittico che Ateliersi dedica a Carla Lonzi, preceduto dallo spettacolo Armande sono io! che parte dall’ultima ricerca dell’autrice sul movimento delle Preziose, sviluppatosi in Francia a metà del XVII secolo.

Per Carla Lonzi scrivere è sempre stato un gesto necessario di ricerca e autenticità. Un gesto che l’autrice ha condiviso in forma di poesie, manifesti e libri scritti con il gruppo Rivolta Femminile, articoli di giornale. Ma è nel diario – nel suo materiale eterogeneo fatto di ricordi, sogni, lettere spedite e non spedite, inserti poetici e telefonate – che la sua scrittura si misura fino in fondo con tutti i conflitti e l’ambivalenza della frattura tra la società patriarcale e quel “soggetto imprevisto” che è la donna.

La scelta di trarre una drammaturgia dai diari di Carla Lonzi si radica nel profondo riconoscimento del valore sia letterario che testimoniale di un corpus di testi (scritti tra il 1972 e il 1977 e pubblicati subito dopo con il titolo Taci, anzi parla), che soltanto in questi ultimi anni hanno cominciato a riscuotere la giusta attenzione da parte di un pubblico sempre più vasto e desideroso di conoscere da vicino una delle figure più importanti del femminismo italiano.

Entrare nei diari di Carla Lonzi significa essere testimoni della storia intima di una donna, delle sue confessioni, del suo sguardo sul mondo, dei suoi amori, conflitti, illuminazioni e provocazioni, e al contempo ritrovarsi al centro della nostra storia collettiva, quella dell’Italia degli anni ’70 con i suoi avvenimenti e rivoluzioni, cui Lonzi partecipa in maniera determinante.

Più di mille pagine di pensiero ed esperienza lonziane che nello spettacolo vengono rielaborate in un’opera di montaggio che in poco più di un’ora intende accogliere l’incontro – ogni volta irripetibile – tra passato e presente.

Crediti

Di: Carla Lonzi
Ideazione e regia: Fiorenza Menni
Drammaturgia: Sara De Simone e Caterina Venturini
Consulenza storica: Lorenza Moretti
Con: Fiorenza Menni, Sara Bertolucci, Meike Clarelli
Direzione e composizione vocale: Meike Clarelli in collaborazione con Sara Bertolucci e Davide Fasulo
Cura del suono ed elettronica: Vincenzo Scorza
Costumi Federica De Pascalis, realizzazione Angela Fuschini

Co-direzione artistica: Andrea Mochi Sismondi
Comunicazione e promozione: Tihana Maravic
Amministrazione: Greta Fuzzi
Direzione tecnica: Giovanni Brunetto e Vincenzo Scorza

Grazie a: Battista Lena, Fondazione Lelio e Lisli Basso Onlus-Fondo Carla Lonzi, Claudia Durastanti, Patrizia Veronesi e Piero Venturi
Una produzione: Ateliersi
In coproduzione con: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Con il supporto di: Megera APS
Con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna

Note di regia

“Lo spettacolo prende avvio dal contemporaneo per condurre progressivamente il pubblico dentro un’immersione nell’atmosfera delle pratiche di autocoscienza dei collettivi femministi tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta. Il presente rimane come soglia, come punto di partenza e di ritorno, mentre il lavoro scenico apre un percorso nella memoria condivisa di quelle esperienze.

La trasformazione avviene gradualmente attraverso la scena, le luci e i costumi, che virano verso l’estetica di quelle rare fotografie in bianco e nero che documentano le riunioni di autocoscienza di Carla Lonzi e del collettivo Rivolta Femminile. La scena costruisce un’atmosfera di ascolto e di parola condivisa in cui le tre interpreti intrecciano le proprie vocalità, il canto e le parole, dando corpo a una pratica relazionale fondata sull’attenzione reciproca estrema in una dimensione di ricerca collettiva.

In scena i corpi abitano posture comode, necessarie al pensiero e alla relazione. Posture dell’ascolto, della riflessione, della permanenza comune nello spazio. Attraverso queste posture semplici, quotidiane, intime e anti-spettacolari, prende forma la possibilità di un pensiero condiviso.

Infine, si riemerge progressivamente nel contemporaneo. Questo ritorno rivela il senso del percorso: la pratica dell’autocoscienza evocata sulla scena continua a interrogare il presente” (Fiorenza Menni).

Bio

Ateliersi Riconosciuto per una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica e musicale, Ateliersi opera nell’ambito delle arti performative e teatrali occupandosi di creazione artistica e della cura della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna. La creazione artistica di Ateliersi si compone di opere teatrali con drammaturgia originale e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulino senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Un approccio antropologico all’arte caratterizzato da un’attrazione per l’alterità, dalla predilezione per l’evoluzione culturale come oggetto di studio, dallo sviluppo della dimensione contestuale e dalla sperimentazione di pratiche interdisciplinari.

Sara Bertolucci (1994) è cantante, performer e artista vocale attiva nelle arti dal vivo. Si è perfezionata all’Istituto di Ricerca e Arte Applicata Socìetas e a Malagola – Centro Internazionale di studi sulla voce. Sviluppando un discorso sulla relazione tra vocalità e paesaggio, è stata artista in residenza a Mols Bjerge (DK) per Curious Encounters, e il suo lavoro è stato sostenuto dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma C.M. Lerici (SE). Tra le realtà che l’hanno supportata ci sono Santarcangelo Festival (IT), Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna – L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino / La Corte Ospitale di Rubiera (IT), La MaMa International (IT), Tenuta Dello Scompiglio (IT), Secret Hotel / Earthwise Residency (DK). Alla ricerca autoriale affianca l’attività di interprete, collaborando con Aurora Bauzà/Pere Jou, Muta Imago, Teatro Valdoca, Collettivo Amigdala.
Attualmente frequenta il MA in Performing Arts alla Stockholms konstnärliga högskola.

Meike Clarelli, cantante, compositrice e ricercatrice vocale, diplomata in Psicofonia, fondatrice dei cori Le Chemin des Femmes e Le Core – voci indisciplinate, vincitrice del Premio Ciampi con il progetto La Metralli, componente del Collettivo Amigdala nonché autrice di musiche di scena per teatri di rilievo internazionale, tra cui Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, il Centro Dramático Nacional di Madrid e il Gorki Theater di Berlino. È inoltre docente di canto e voce presso la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT.

Sara De Simone si è dottorata in Letterature comparate alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha tradotto con Nadia Fusini il carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West (Scrivi sempre a mezzanotte, Feltrinelli 2023). Ha curato La vita della vita. Diari di Katherine Mansfield (Donzelli 2023) e l’introduzione alle poesie di Emily Dickinson (Einaudi Tascabili, 2023). È autrice di Nessuna come lei. Katherine Mansfield e Virginia Woolf: storia di un’amicizia (Neri Pozza, Premio Rapallo Saggistica 2023); L’atto sospeso. Azione e inazione dell’eroe dall’«Iliade» a Virginia Woolf (Viella 2024); Una tranquilla vita da vulcano. Una storia di Emily Dickinson (Solferino, 2025). Collabora con il manifesto e Il Tascabile, ed è autrice di podcast su Rai Radio 3. È curatrice della sezione poesia di Inquiete Festival e direttrice artistica di Eccentriche Festival. Nel 2025 ha conseguito il Premio Maria Teresa Messori Roncaglia ed Eugenio Mari dell’Accademia dei Lincei.

Fiorenza Menni è attrice e regista teatrale. Direttrice artistica di Ateliersi. La sua scrittura scenica è volta alla creazione di una drammaturgia originale, risultato di una costante ricerca contenutistica e formale sulla base di studi filosofici e riflessioni nel campo dell’arte. Conduce regolarmente percorsi di formazione sul lavoro attoriale, presso teatri, accademie e università in Italia e all’estero. Insignita nel 2007 del premio Eleonora Duse come migliore attrice emergente, Fiorenza è interprete, regista e curatrice del suono di tutti gli spettacoli di Ateliersi. Nel 2019 ha curato la regia de La Mappa del cuore di Lea Melandri, spettacolo composto attorno alla scrittrice e attivista Lea Melandri; nel 2022 ha diretto lo spettacolo Nell’impero delle misure, ispirato alla vita e alle opere della poeta russa Marina Cvetaeva; e nel 2024 ha creato – insieme ad Andrea Mochi Sismondi – lo spettacolo We did it!, un mockumentario teatrale sulla giustizia climatica.

Lorenza Moretti è dottoranda in Storia contemporanea presso “La Sapienza” Università di Roma, dove porta avanti una ricerca sulla storia dell’ecofemminismo in Italia. Nel marzo 2022 si è laureata in Filosofia presso lo stesso Ateneo, con una tesi su Carla Lonzi: per tale lavoro ha ricevuto l’Attestazione di merito per la Quinta Edizione (2022) del Premio di studio intitolato a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia dall’Università degli studi di Padova. Nel 2024 è stata Visiting researcher presso il gruppo di ricerca di Gender Studies dell’Institute for Cultural Inquiry dell’Università di Utrecht e nel 2025 è stata Visiting graduate student presso il Dipartimento di Italian Studies della New York University.

Caterina Venturini, è scrittrice e sceneggiatrice. Ha pubblicato il saggio Il vostro silenzio non vi proteggerà. Una storia di Audre Lorde (Solferino, 2025); i romanzi QUCHI. Quello che ho ingoiato (E/O 2022), L’anno breve (Rizzoli 2016) e Le tue stelle sono nane (Fazi 2009); saggi di critica letteraria su rivista (Quaderni del 900, Nuovi Argomenti, Avanguardia, ecc.), articoli e racconti. È stata sceneggiatrice, tra gli altri, del film Anni felici di Daniele Luchetti (2013), sceneggiatura candidata al Nastro D’argento).

Vincenzo Scorza è un poliedrico scultore del suono, nonché tecnico dello spettacolo dal vivo, attivo fin dai primi anni zero. Dal 2017 si dedica con crescente interesse all’esplorazione dei sistemi modulari, che oggi costituiscono il cuore tecnologico delle sue creazioni sonore. In generale, il suo lavoro artistico indaga i limiti dell’autonomia delle macchine, cercando e creando un dialogo armonico – o volutamente dissonante – tra umano e tecnologico, con grande attenzione all’aspetto funzionale del suono. Collaboratore di Ateliersi dal 2012, ha curato numerosi progetti sonori, in solo o insieme a Fiorenza Menni, tra cui: Isola e sogna, In your face (finalista Premio Ubu 2018), Soli, [gæp] Cos’è un GAP? Dialogo ludico sulla Liberazione,  La mappa del cuore di Lea Melandri, Gipsy Lady 1646, Nell’impero delle misure, Il linguaggio degli oggetti, We did it!.

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