persone

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Fiorenza Menni

direzione artistica
bio

Fiorenza Menni è attrice e autrice di teatro, presidente e direttrice artistica di Ateliersi. La sua scrittura è volta alla creazione di una drammaturgia originale e di testi di riflessione estetica e filosofica. Si occupa della formazione dell’attore proponendo percorsi di lavoro che tendono ad allenare la precisione contestuale e sentimentale dell’interpretazione utilizzando i materiali del suo stesso percorso e ricerca. Fiorenza Menni ha fondato Teatrino Clandestino ed ha collaborato in qualità d’attrice, tra gli altri con Teatro delle Albe e Fanny & Alexander. Attualmente collabora con artisti e performer provenienti da diverse discipline artistiche e scientifiche, e come formatrice con Jean Michèle Bruyère (Sup de Sub. Formations à Être pour la liberté). Nel 2007 è stata insignita del Premio Eleonora Duse – Menzione d’Onore miglior attrice emergente.

 

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Andrea Mochi Sismondi

direzione artistica
bio

Andrea Mochi Sismondi è autore e attore. Direttore Artistico di Ateliersi dal 2013, da sempre intreccia l’attività in teatro con l’interesse per l’evoluzione dei linguaggi del contemporaneo nello spazio pubblico. Un interesse che lo ha portato ad avere la responsabilità degli eventi live con format innovativi del Forum PA e del programma di Smart City Exhibition, manifestazione internazionale dedicata all’applicazione delle tecnologie e dei processi partecipativi per aumentare la ricchezza dei flussi informativi nelle città.
Dopo aver lavorato dal 2001 come attore negli spettacoli di Teatrino Clandestino, dal 2008 Andrea Mochi Sismondi compone con Fiorenza Menni gli spettacoli di Ateliersi, dei quali è anche interprete. Dalla loro ricerca a Šutka in Macedonia, nell’unica comunità al mondo in cui i rom sono in maggioranza, nasce il suo libro Confini Diamanti. Viaggio ai margini d’Europa, ospiti dei rom pubblicato per Ombre Corte nel maggio 2012 (andato esaurito e ristampato nel giugno 2013). Nel 2021 esce nella collana Il Contemporaneo delle Edizioni Cue Press il suo libro Il segno di Ustica. L’eccezionale percorso artistico nato dalla battaglia per la verità che parte dallo spettacolo di Ateliersi De Facto per confrontarsi con cinquanta altri artisti che si sono posti negli anni in relazione con la strage.

 

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Greta Fuzzi

amministrazione e organizzazione
bio

Greta Fuzzi è responsabile amministrativa di Ateliersi dal 2021. Precedentemente ha lavorato nell’ufficio produzione del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, come assistente alla produzione del Festival Danza Urbana, come referente organizzativa del progetto Atlas of Transitions di ERT/Teatro Nazionale, nell’organizzazione e amministrazione dell’Associazione Culturale Ferrara Off. Per ciò che concerne la formazione, nel 2016 ottiene la Laurea Triennale in Psicologia all’Università degli studi di Padova, e nel 2018 svolge il Master in imprenditoria dello spettacolo all’Università di Bologna.

 

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Tihana Maravić

progettualità e comunicazione
bio

Tihana Maravić è nata in Croazia, dal 1995 vive e lavora in Italia. È operatrice culturale e curatrice nel campo delle arti performative. Dal 2013 si occupa della progettualità e della comunicazione di Ateliersi. Nel 2003 si laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo dell’Università di Bologna dove nel 2008 ottiene il PhD in Studi teatrali e cinematografici. Ha svolto diversi periodi di studio all’estero, in Germania (2000), in Russia (2005) e in Serbia (2010). Dal 2006 al 2010 ha lavorato come ufficio stampa internazionale per il Premio Europa per il Teatro e per il Festival Teatro a Corte. Dal 2008 al 2010 ha curato una serie di eventi dedicati ai temi dell’arte e della cultura negli ambienti psichiatrici (Teatro PraTIKo-Merano; La Soffitta-Bologna; Teatro Metastasio-Prato; Futur Composé-Paris). Dal 2007 al 2011 ha collaborato al progetto artistico Teatri di silenzio e al Festival CRATere (Merano-Bolzano-Trento). Dal 2013 al 2017 è stata co-direttrice artistica del Festival internazionale delle arti performative BLITZ a Rovigno in Croazia. Come studiosa si è occupata delle interrelazioni tra gli studi teatrali e gli studi religiosi. Ha pubblicato numerosi saggi e il libro Vado a prendermi gioco del mondo. Dal Folle in Cristo in Bisanzio e in Russia al performer contemporaneo (La Casa Usher, Firenze, 2016).

 

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Giovanni Brunetto

direzione tecnica
bio

Giovanni Brunetto è nato a Verona nel 1967. Negli anni ’80 e ’90 frequenta i circuiti punk alternativi in giro per l’Italia e l’Europa, promuovendo esperienze di occupazioni, sperimentando vita comunitaria e organizzando eventi culturali underground e anarchici. Dal 1990 al 1999 promuove e anima assieme ad altri solidali il Centro Culturale di Documentazione Anarchica la Pecora Nera a Verona. Nel 1997 assiste, alla Pergola di Firenze, alla messa in scena di King Lear nr. 1 di Leo De Berardinis; in seguito a questo evento si avvicina progressivamente al teatro di ricerca per approdare nel 1999 alla prima collaborazione con la compagnia Teatrino Clandestino presso il Festival Prototipo di Interzona a Verona. Dal 2000 si trasferisce a vivere a Bologna e diventa effettivo nell’organico di Teatrino Clandestino per poi diventare negli anni successivi il responsabile tecnico della compagnia. Ha lavorato come freelance per Emilia Romagna Teatro presso il Teatro Comunale di Casalecchio; per alcuni festival di arte contemporanea nella città di Bologna e per altre compagnie teatrali del territorio. Dal 2011 è macchinista di palco presso il Teatro Romano di Verona per la stagione estiva curata da Estate Teatrale Veronese. Appassionato in attrezzatura vintage, da alcuni anni ha dato vita a un progetto chiamato “b/n biancoenero” per il recupero e la valorizzazione di strumentazione d’epoca per lo spettacolo. Direttore tecnico del collettivo Ateliersi e dell’Atelier Sì.

 

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Diego Segatto

design
bio

Diego Segatto, architetto, direttore creativo e designer visivo, inoltre attiva e accompagna processi di trasformazione. Gli aspetti multidisciplinari e relazionali sono al centro della sua pratica. Adottando approcci ibridi frutto del percorso iniziato nel 2001 con artway of thinking (Venezia), prende parte a realtà orientate alla rigenerazione umana e ambientale. Nel 2009 è cofondatore di OpenQuadra studio e inizia la collaborazione con DAAR – Decolonizing Architecture Art Residency (Betlemme, Palestina) nell’espressione visiva ed editoriale della ricerca, il cui esito viene esposto alle biennali di Istanbul (2009), Beirut, Rotterdam e Sharjiah (2010), al Festival Internazionale di Edimburgo (2011) e nella pubblicazione “Architecture after Revolution” (Sternberg Press, 2013). Dal 2010 è cofondatore e coordinatore di Re:Habitat – organismo di rigenerazione (Bologna). Nel 2012 entra nel gruppo di ricerca attiva Archiviazioni – arte e progettazione nella sfera pubblica. Tra il 2012 e 2013 partecipa al programma Campus in Camps (campo profughi di Dheisheh, Palestina) come coordinatore e designer; la permanenza include la collaborazione con UNRWA Camp Improvement Programme in qualità di designer visivo. Collabora con Teatrino Clandestino dal 2008 al 2012. Nel 2013 partecipa alla fondazione del progetto artistico Ateliersi con cui approfondisce la relazione tra arti e multidisciplinarietà. Per le pubblicazioni “Decolonizing Minds” (Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace, 2011), “Journal 2007-2011″ (Nosadella.due, 2012), “#1 Under Construction” (FARE/Giusy Checola, 2013) e “A-Journal #0″ (Archiviazioni, 2013) Diego ha curato la grafica editoriale e partecipato come co-autore. I suoi articoli sono apparsi su Doppiozero e Il Lavoro Culturale. diegosegatto.com

 

Margherita Kay Budillon

bio

Interessata alla ricerca contemporanea nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, affianca lo studio teorico con l’osservazione di percorsi di creazione artistica che superino confini disciplinari e inneschino pensieri. Si laurea all’Università di Bologna in Lettere Moderne e si specializza in Arti Visive; parallelamente ha costruito una formazione eterogenea nelle arti performative. Studia in modo continuativo con l’attrice Fiorenza Menni dal 2017, lavorando sul proprio gusto interpretativo, la presenza scenica e le potenzialità espressive della voce. Lavora con Ateliersi dal 2018 in qualità di attrice e collaboratrice. Dal 2020, insieme a Eugenia Delbue, lavora ad un progetto sperimentale di archivio pratico che possa trasmettere la pratica formativa di Fiorenza Menni in sua assenza. Negli anni è stata parte di diversi progetti collettivi, organizzando concerti, festival di teatro, residenze d’artista e redazioni radiofoniche. Da sempre osservatrice delle relazioni spaziali nei contesti urbani, sensibile alle tematiche legate all’abitare e ai beni comuni, partecipa ad iniziative di impegno politico su questi temi. Approfondisce lo studio e la cura delle pratiche artistiche nello spazio pubblico e nel paesaggio conseguendo il Master in Environmental Humanities di Roma Tre nel 2021. Ha lavorato come curatrice e assistente di produzione per il festival Ombre Lunghe, la compagnia di danza LeSupplici/klm, la piattaforma Post Disaster, il festival Danza Urbana, il Centro Nazionale di Produzione Virgilio Sieni.

 

Eugenia Delbue

bio

Eugenia Delbue è attrice e autrice.
Dal 2016 collabora con Ateliersi come attrice, performer e assistente.
Davanti alla camera è diretta da Jacopo Miliani ne La discoteca, cortometraggio acquisito dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, e da Arkasha Stevenson in The First Omen. Le sue creazioni indagano sensibilità interiori, silenziose e anonime. Si laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo nel 2019 con una tesi sul pensiero e sulle pratiche di Fiorenza Menni come formatrice in ambito performativo. Dal
2020, insieme a Margherita Kay Budillon, lavora ad un progetto sperimentale di archivio pratico che possa trasmettere la pratica formativa di Fiorenza Menni in sua assenza.