Poverarte Festival @ Sì, 17.02; 17.03; 5-7.04.2017

Posted by D1gh3z_1975 in Programma 2016/17

POVERARTE_17
Arti ibride, saperi condivisi atti alla crescita di un immaginario artistico del tutto nuovo
Poverarte @Atelier Sì

Poverarte Festival è un’iniziativa curata da Humareels, Serendippo, Ce l’ho Corto, ZooPalco, Trovarobato, Teatro Ebasko, Manufactory Productions, Teatro dei Servi Disobbedienti.

Con il patrocinio del Comune di Bologna.

Per conoscere tutto il programma di POVERARTE_17 >>

mercoledì 5 aprile

18:00 – Ingresso 5 euro
Sezione Arti Figurative

Vernissage degli artisti in concorso
– Mert Bozkurt & Cansu Kapar
– Nadia Di Paola
– Valeria La Corte
– pHOBOs
– Elisa Genna
– ArgoNaut
– Departed
– Federico Amata
– Raffaele Marra
– Loris Dogana
– Enact
– 0TLF

18,30

Incontri Arte diffusa e Recupero Spazi Comuni con Etta Polico, Lou Nugues, Simone Miletta in arte Mìles e Marco Bertulu in arte Il Bert.

20:30
– Esito del workshop Il cattivo nuovo, tenuto dalle compagnie Teatro Ebasko e Teatro dei servi disobbedienti da Gennaio appositamente per Poverarte_17.
«Non c’è dunque nessuna via di uscita? Una ce n’è. E la indica la nuova classe in ascesa. Non si tratta di un ritorno indietro. Non si riallaccia alla bontà del vecchio ma alla cattiveria del nuovo. Non si tratta di demolire la tecnica, bensì di svilupparla. L’uomo non ridiventerà uomo uscendo dalla massa ma inserendosi in essa.»
(B. Brecht, Scritti sulla letteratura e sull’arte, Einaudi, Torino 1973.)
È davvero sempre meglio il buon vecchio del cattivo nuovo? Che cos’è il nuovo, con cosa si deve confrontare? Il nostro spazio-tempo ci pone ancora una volta queste domande, ci costringe a rapportarci con il passato degli “antichi maestri” e con il presente vivo dell’arte, del teatro. L’individuo si inserisce nel flusso della società contemporanea, ne partecipa, risponde alla sua cattiveria trasformandola nella propria energia.
Il cattivo nuovo ricrea così il suo spazio, il suo tempo, il suo nuovo valore.

22:00
Sezione Teatro
– 2BEE –  Kirillov-Fosca
L’ape regina è madre unica del suo popolo e possiede gli attributi dei due sessi“
 Maurice Maeterlinck.
L’alveare si comporta come un unico organismo, un solo corpo formato da molti; come un corpo, buio al suo interno ma governato dalla luce nei suoi meccanismi. Lo sciame che lo popola è formato da individui, che si ordinano in una società matricentrica altamente strutturata. La danza delle api è il processo da queste usato per scambiarsi informazioni relative all’ambiente con un codice simbolico. Corpi informati che si muovono nello spazio secondo schemi d’onda. Il danzatore come fronte d’onda. Qual è il confine tra movimento e comunicazione, tra apprendimento di uno schema d’azione e codificazione di un linguaggio? 2BEE è un’indagine sulla percezione del movimento.
ideazione e coreografia: Mosè Risaliti
danza: Sara Campinoti, Lucrezia Palandri
scena: Eva Sgrò
suono: Tommaso Fattori, Moallaseconda
luci: Marco Santambrogio

23:30
Sezione Musica Elettronica
–  Leonardo Melchionda (chill/acoustic/electronica)
– Zum Mond (experimental electronic)
– Halfcastle (%/break-beat)

INFO E BIGLIETTERIA: Ingresso giornaliero 5 euro, abbonamento “Massì” per tutte le tre giornate, 12 euro. Per acquistarlo scrivere a poverartefestival@gmail.com

giovedì 6 aprile

18:00

Sezione Arti Figurative

Mostra artisti in concorso

pArte di me: protesi che muovono Arte – di Martina Caironi

Tutto ciò che esiste si trasforma in continuazione, in tempi più o meno lunghi. “Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume”, diceva il filosofo greco Eraclito, perché l’acqua con cui ci bagniamo non è mai la stessa.

L’immagine utilizzata da Eraclito è una metafora dell’esistenza e dell’incessante divenire delle cose. Perché la vita scorre come un fiume, come l’energia che pervade i corpi viventi e attraversa ogni molecola dell’universo. Le pietre vengono erose dalla pioggia e dal vento, l’aria muta qualità a seconda della stagione e anche della velocità così come le protesi ci muovono e muovono l’arte e si trasformano.

“Credo che per stare bene davvero occorra variare, cioè lasciarsi trasportare dagli eventi e non precludersi niente” sono parole di Martina Caironi che ci parlerà dell’atto di creazione su se stessa, sulle sue protesi/opere e dell’evoluzione nel tempo di questi interventi artistici che raccontano il divenire naturale della sua vita.

21:00
Sezione Teatro
– In religioso silenzio – La Ribalta teatro
In Religioso Silenzio racconta la storia di Tito e Dodo, due disoccupati cronici del nostro tempo. Con il termine cronico, ci riferiamo a quello stato che coglie l’individuo quando pensa di non poter mutare niente di se stesso e del mondo che lo circonda…un male che affligge il nostro tempo e la nostra generazione. Costoro, su commissione di una confraternita segreta, si ritrovano a dover trafugare il cadavere più importante della Storia: Gesù Cristo. Un lavoro sporco ma ben retribuito, che i nostri protagonisti, con le dovute ansie, speranze e paure, si apprestano a svolgere. Ma nel momento di aprire il sepolcro, lo scoprono essere vuoto. Da qui si sviluppa il dramma di Tito e Dodo: cosa fare? Fuggire? Impiccarsi? Trafugare un altro corpo? Potrà mai la cifra di denaro promessagli, cambiare le loro vite? Tutto lo spettacolo si svolge in mancanza dell’elemento centrale: il corpo di Cristo, grande assente in tutta la pièce. Presenti invece i due poveri protagonisti, con le loro anime sudicie e innocenti come bambini: indifesi e malviventi per forza, tessitori di tranelli da quattro soldi, vittime di un inganno di cui sono la bassa manovalanza. Il denaro e la resurrezione, due elementi apparentemente distanti, sono invece legati tra loro a doppio filo. Nella vicenda nessuno crede alla resurrezione di Cristo: né i suoi seguaci né i nostri antieroi, gli unici tuttavia che potrebbero esserne i diretto testimoni. Nessuno crede nella resurrezione, ma tutti credono nel denaro, l’unico idolo che raccoglie la fedeltà di tutti. Tito e Dodo non sono però gli unici personaggi dello spettacolo. Le rocambolesche e tragicomiche avventure dei due, sono cantate da altri due figuri, che in scena, vestono i panni dei due disoccupati. La meta teatralità permette così di mettere a fuoco la natura ludica del teatro, che attraverso un giocoso patto tra attori e spettatori sul senso di realtà e finzione, dà vita al rito collettivo.
di e con Alberto Ieraldi e Giorgio Vierda

22:00
Sezione Musica Elettronica

– LOST IN A CUP OF COFFEE (chill-wave/electro)

22:30
Sezione Videoclip
Proiezione video in concorso

Marco Chiusole / After Crash – Overrated
Riccardo Torresi / Copycat Club – Ganz Berlin
David Latreille / Apex Martin – The Boudoir
Hermes Mangialardo / El desayuno de los gauchos – Elisabetta Guido
Ivan Nurchis / Pool Moon Elephant – Welcome to Fokker
Camille Laloux / Malcolm Crespin – November Under Ashes
Ludovica Mantovan / Cosmonauti – I love degrado feat. Alessandro Betti
David Trivino / FIRA FEM – Vida Nueva

00:00
Sezione Musica Elettronica

– SHEEBA & TALEO (electronic-ambient/visual)
– MUTO (electronica)
– PureH (dark-drone)
– Zen0 (dark-ambient/vaporwave)

INFO E BIGLIETTERIA: Ingresso giornaliero 5 euro, abbonamento “Massì” per tutte le tre giornate, 12 euro. Per acquistarlo scrivere a poverartefestival@gmail.com

venerdì 7 aprile

20:30
Sezione Teatro (ingresso 5)
– Antigone – Monologo per donna sola – Anomalia Teatro

Di e con Debora Benincasa – Regia: Amedeo Anfuso

È comoda la tragedia greca, riposante.
Il pubblico può entrare, prendere posto e guardare lo spettacolo senza quei fastidiosi dubbi su un ipotetico lieto fine.
La tragedia è un organismo ben oliato: parte da un nulla, da una piccola pala giocattolo abbandonata in un angolo, da una passeggiata all’alba con gli occhi ancora cisposi di sonno, da un moto di onore che ti riscopri piantato in pancia, al posto della fame. E già dall’inizio sappiamo dove ci sta conducendo per mano.
Dunque non resta che trotterellarle vicino, provare magari a raccontarle qualche barzelletta, e godersi la passeggiata.

21:30
Nòname – Installazione sonora

22:00
Sezione Teatro
– Love date – Not a love story – Officine Gorilla

Drammaturgia e Regia di Luca Zilovich
Con Michele Puleio, Martina Tinnirello e Giulia Trivero

Ispirato all’Amore Liquido di Zygmunt Bauman, Love Date è uno spettacolo teatrale che affronta le dinamiche amorose riflettendo sulla fragilità dei rapporti. Vengono raccontati gli appuntamenti di tre personaggi che si sono conosciuti su un sito di incontri. Nonostante i presupposti, i segni zodiacali compatibili e la volontà di trasformare le lunghe chiacchierate virtuali in storie d’amore più o meno durature, Monica, Thomas e Serena, si ritrovano ad affrontare le difficoltà dei rapporti interpersonali. I tre protagonisti si ritrovano in una commedia amara che mette in scena le paure della vita amorosa, come il rimanere soli o l’essere traditi. Proprio queste paure li costringono a combattere per capire se vale ancora la pena di innamorarsi, disinnamorarsi o rinnamorarsi.

23:00
Sezione Teatro
92 minuti di applausi
Tutte le compagnie presenti al festival incontrano il pubblico per confrontarsi insieme sui loro spettacoli, sulle loro compagnie e sul teatro.

INFO E BIGLIETTERIA: Ingresso giornaliero 5 euro, abbonamento “Massì” per tutte le tre giornate, 12 euro. Per acquistarlo scrivere a poverartefestival@gmail.com

venerdì 17 marzo

Alle 19.00 si apriranno le porte con la mostra Invasati, a cura di Serendippo. Partendo dal presupposto che sacra è la vita umana e il rispetto tra le persone, Invasati ironizza sull’iconografia sacra per restituire l’umanità e la sacralità alla vita stessa. Stampe di soggetto sacro sulle quali l‘intervento artistico ne modifica senso e significato. La mostra è visitabile dal 10 marzo al 3 aprile.

Dalle 20.00 la pièce di teatro danza Marì della compagnia Teatro dei Servi Disobbedienti regia di Federica Amatuccio. Liberamente ispirata alla canzone di Carmen Consoli “Mio Zio”, la storia prende spunto dalla tragica vita di una bambina, Marì, molestata dallo Zio fin dall’infanzia, circondata da un ambiente omertoso e ostile che la giudica e la osserva costantemente, con il beneplacito della Madre a cui interessa solo proteggere le convenzioni e il buon nome della famiglia.

A seguire Leva il primo progetto solista di Leonardo Cannatella, cantante e chitarrista dei Be Strass (band postpunk bolognese nata nel 2013). Un progetto esclusivamente chitarristico che si nutre di una viscerale passione per la ricerca sonora. I rumori si muovono con ripetizioni costanti creando un flusso sonoro avvolgente. Sonorità che sottolineano distanze, spazi infiniti dove una preziosa lanterna illumina poco a poco tutto quello che l’oscurità divora e inghiotte nella sua stessa ombra.


Alle 22:30La Cosmètique, spettacolo teatrale di Teatro Ebasko, regia di Simone Bevilacqua. Un pensiero nascosto, può diventare reale? quanto è profondo l’universo di un individuo? Come si influenzano causa ed effetto? Se un pensiero è intimo, chi o cosa definisce la sua moralità? La Cosmétique è una scatola cosmica di situazioni, numeri e sentimenti. L’atmosfera onirica è fatta di incontri fra macro e micro cosmo; è un miscuglio intimo di ricordi, sensazioni, persone, avvenimenti. Liberamente ispirato al romanzo Cosmetica del nemico di Amélie Nothomb. Riadattamento teatrale di L.B. Testa.

Tornano a Bologna i Mr Everett con lo spettacolo di elettronica mista a cyborg performance. Mr Everett è un non-personaggio, un’identità collettiva che nasce dall’unione di tre animali e un cyborg. Il cyborg Rupert proviene da un universo non ben precisato, un orizzonte immaginario al confine tra realtà e fumetto. Il progetto, ibrido per vocazione, porta avanti la narrazione del suo viaggio sulla terra, “scortato” e a volte impaurito dall’imponenza sonora di Mr. Wolf e Mr. Bear, sue controparti animali. Mr. Owl è invece la voce umana di Rupert, la sua vera e propria controfigura in carne e ossa, il suo doppio/doppelganger con cui è in costante dialogo.

A seguire Dj set con Kodama (Electro/Darkfunky)

Road to Poverarte #2
Arti ibride, saperi condivisi atti alla crescita di un immaginario artistico del tutto nuovo. 
Ingresso 5€ per mostra, concerti e dj set. Ingresso 10€ per tutto l’evento inclusi gli spettacoli teatrali
Posti limitati, consigliata la prenotazione: teatro.poverarte@gmail.com, +39 331 5281130, www.poverarte.it

venerdì 17 febbraio

Road to Poverarte #2
Arti ibride, saperi condivisi atti alla crescita di un immaginario artistico del tutto nuovo
Ingresso 5,00€ fino alle h. 23.00 Ingresso 8,00€ dalle 23 in poi
Per informazioni: poverartefestival@gmail.com, +39 329 14 23 693, www.poverarte.it

La seconda edizione e 1⁄2 di Poverarte Festival di Tutte le Arti (3-8 aprile 2017), manifestazione indipendente che si pone come obiettivo la valorizzazione di tutti i movimenti artistici che convivono in una delle città artisticamente più attive d’Italia e di Europa: Bologna.

Lo sforzo più grande di questa edizione è quello di arricchire il festival con appuntamenti che ne facciano oltre che di una vetrina anche un laboratorio, un cantiere. In attesa del Festival vero e proprio, si è pensato a 3 eventi di anteprima in cui si potrà approfondire tutto ciò che ruota attorno all’iniziativa, saranno promossi i bandi per poter partecipare, si parlerà dei laboratori e dei workshop promossi ma il perno è la possibilità dell’incontro.

Ore 19.00 – Arti Figurative

Mostra Small City Life di Valentina Monari, organizzata in collaborazione con l’associazione Serendippo. Lavori su carta, spesso in bianco e nero, realizzati con tecniche diverse ma sempre legate alla stampa manuale raccontano della difficoltà di vedere chiaro, di mantenere i ricordi vivi, di essere presenti e della ricerca di legami con un luogo.

Mostra Pop-Up, sculture e collane realizzate da Debs Wrekon – Mutoid Waste Company.
I Mutoid, famosi per le gigantesche sculture saldate, anche semoventi, elaborano sempre nuovi modi per riportare lo scarto a nuova vita, consapevoli che in un mondo consumista come questo il superfluo non può più permettersi di esistere.

Ore 20:00 – Corti e Documentari

Proiezione Placenta (2017, 8′, Anteprima) regia di Fabrizio Cavallaro, produzione Humareels.
Girato a Bologna nell’estate 2016, racconta un viaggio attraverso l’inconscio di un giovane, Ennio.

Hometown Mutonia (2013, 68′) di Zimmerfrei.
Film documentario sul campo fondato dalla Mutoid Waste Company a Santarcangelo nel 1990, realizzato con la partecipazione dei suoi abitanti. Mutonia è una singolarità in termini di comunità, modo di abitare, rapporto con il territorio, storia culturale e sperimentazione produttiva. Il film di Zimmerfrei attraversa il campo e vi si installa, ne fa emergere le complessità, l’originalità, la fragilità, la storia comune e i caratteri individuali. Il Campo è una città dentro la città, un villaggio dentro il villaggio, una città temporanea in corso di trasfor- mazione, in relazione a un contesto urbano, rurale, sociale e vitale più grande.
Saranno presenti Anna De Manincor e Massimo Carozzi di Zimmerfrei e Debs e Strapper Wrekon, residenti a Mutonia e membri storici della Mutoid Waste Company.

Ore 21:30 – Poesia Orale

Da Milano il Collettivo Tempi diVersi a cura di ZooPalco. Tempi diVersi è un collettivo di poesia e musica nato a Milano nel 2013, con sede ad Artkademy. Ha dato voce a centinaia di persone con microfoni aperti e iniziative di poesia pubblica e di strada. Ha prodotto tre raccolte di poesia collettive e due passeggiate urbane a tema: Cabine in via di estinzione (2015) e Stati d’animo (2016). La scorsa primavera il collettivo ha dato vita a un video reading con musica: Il sole sorge anche a Milano. Attualmente stanno lavorando al quarto libretto e a una nuova kermesse di poesia itinerante. www.tempidiversi.it

Ore 22:30 – Musica

Ad aprire gli ONO, direttamente alle rive del Rubicone con il loro secondo album Colonie uscito il 15 gennaio 2017, attraverso cui gli ONO confermano il loro estro creativo e rafforzato l’incipit rock tra elettronica e chitarre.

Alessandro Fiori con Plancton, uno dei dischi migliori del 2016, ci accompagnerà in un magma che si muove incessantemente, tra suoni gorgoglianti, elettrici ed elettronici, mescolati in un magnifico casino armonico. Album indefinibile e meraviglioso, che trascina negli anfratti più oscuri, che porta il segno della dolce arrendevolezza dell’acqua.

A cura dell’etichetta Trovarobato.

Ore 00.30 – Dj Set by DJ Jack (from Altre di B) Indie-elettro.


 

14 Feb 2017 no comments

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