L’INCREDIBILE ADESSO 2018-2019

Allucinante, bestiale, fantastico, appare il paesaggio che muta. Guardarlo a distacco compiuto, essere guardati da esso,
dà consistenza e materia alle cose di cui si è fatti.
E da questa materia, si muove la persona in trasformazione, accesa dagli sguardi che vi si posano.

L’inconcepibile si è manifestato, l’evento traumatico è avvenuto.
Parole odiate di morte raccolgono nuovo consenso.
Parole amate di lotta vanno a ruba, sottratte dai ladri di lingua, per scopi contrari alla gioia. Serve sapere, servono capacità nuove di fare.

Mettere insieme artisti e pensatori. Sguardi e linguaggi a sé stanti. In modo non specialistico. Nello stesso luogo, nello stesso tempo. Questa la scelta del Sì, questo è possibile adesso.

Se mi apro a ciò che conosci, ammirando il diverso da me, morbido è possibile pormi, verso ciò che ancora non so.

E allora Sì.

Sì alla Deriva dei continenti e ad Archivio Anno 0, progetti in cui lo sguardo sul gesto coreutico si fa esso stesso strumento di espressione.
Sì ai Do.m.ani, dispositivi dalla lunga durata dedicati alla sperimentazione visiva, sonora e relazionale. Sì all’irruzione nello spazio pubblico nel progetto Staring Backwards.
Sì alla confluenza di artisti, performer e studiosi nella due giorni Around, behind and In Your Face. Sì ai paesaggi mentali di I Am Without e ai viaggi letterari verso est.
Sì all’ingresso per la prima volta del circo contemporaneo con Bird e dei collage con Bologna Design Week.
Sì alla ricerca – in Soli – di prospettive divergenti per inquadrare il rapporto tra essere e fare, tra persona e lavoro.
Sì alla complicità con i tanti che progettano e propongono al Sì.
Sì all’incontro tra le discipline diverse.
Sì al reciproco accogliersi, per espandere i limiti imposti. Sì alla cura di spazi che non temono il sapere degli altri. Sì allo slancio di corpi e pensieri.

Sì a un teatro che abitui a non difendere la propria ignoranza.

 

 

 

X