CON IL FERVORE DEL SALE 2014/2015

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Senza “il fervore del sale”, dicevano gli alchimisti, “non si può produrre alcuna mutazione degli elementi”: si diventa sciapi, malcontenti, quasi infelici, come collettività e forse anche come singoli, si legge nel 47° Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese del Censis (Franco Angeli, 2013). La cifra della necessaria rimodulazione della coesistenza dei soggetti sociali, che il centro studi propone, è la connettività. Si tratta di un fenomeno operante dal basso, nella quotidianità delle cose, che tende a propagarsi in avanti attraverso una sempre maggiore coesistenza orizzontale di soggetti e comportamenti sociali.

Il filo rosso che accompagnerà la cura dell’Atelier Sì nel 2014/15 e che vorremmo illuminasse le cose e le persone che ospiteremo, sarà il pensiero sulla dicotomia tra il pubblico e il privato, tra l’esterno e l’interno: cosa muove l’IO ad aprirsi al NOI?

Alcune delle domande che ci poniamo sono: Il TU è una risorsa di poesia? Il mondo, come ogni in- fra (in-between), mette in relazione o separa gli uomini? L’uomo nasce indipendente? L’organo della bocca è il simbolo dell’unione del pubblico e privato? Il lavoro appartiene alla sfera pubblica o quella privata? Cosa perdi del privato entrando nel pubblico? Cosa ottieni? Il reale dove sta? Cos’è il bene del uomo? Cos’è il bene supremo della città? Qual è lo scopo comune? Né bestie né dei? E bestie e dei?

Da diversi anni Ateliersi si interroga sull’atto performativo quale elemento di cerniera tra esterno e interno in organico dialogo con la filosofia, la sociologia e l’antropologia, e in stretta collaborazione drammaturgica con la arti visive e sonore. In Open Options Project, iniziato con un viaggio nel mondo dei rom macedoni, abbiamo riflettuto sui temi dell’appartenenza, del diritto alla felicità, della libertà e dell’uguaglianza. Con Idem Identity Project ci siamo soffermati, attraverso il motivo della scelta, sui temi dell’identità singola, identità collettiva, identità Europea. Della sottile linea che sta tra la sfera pubblica e quella privata, ci stiamo attualmente occupando attraverso un focus sul gesto della scrittura murale, all’interno del percorso Urban Spray Lexicon Project.

Le nostre attività di creazione artistica, di formazione e di cura del Sì sono strettamente connesse, e per questo riteniamo importante confrontarci sui temi affrontati anche con gli artisti ospiti, e con gli spettatori che incrociamo. L’occasione di questo incontro-confronto nasce nello spazio che abitiamo: il Sì ci è stato dato in convenzione dal Comune di Bologna come luogo di creazione artistica e noi abbiamo sentito il desiderio e il dovere di condividerlo con i nostri concittadini.

Del fervore ci interessa l’intensità e il bollore, il movimento interiore; del sale il gesto sapido e piccante, la sua quotidianità, concretezza, cristallinità, il largo del mare. Dopo un secolo che ha detto tutto sull’impossibilità della comunicazione, pensiamo che qui è il tempo del dicibile, che sia necessario uno sforzo di trasformazione, verso il chiarore del sale.

A questo link gli approfondimenti sul programma.

 

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