ALESSANDRA CRISTIANI / Shadow @Artists in ResidenSì 2025

Posted by T1h4Na_1976 in RESIDENZE 2025

Ph Giuseppe Follacchio

Durante la residenza al Sì – svoltasi tra ottobre e dicembre 2025 – la performer e danzatrice Alessandra Cristiani ha lavorato al progetto Shadow.

Shadow è la prima tappa della trilogia The body itself. Shadow, Crisis, Dark Intentions.
L’artista si raffigura questi primi passi esplorativi come il tentativo di oggettivare una condizione performativa, che consenta l’incontro-scontro frontale con dei corpi grezzi, corpi in germe, corpi residui, estremamente vitali per qualche loro oscuro desiderio o per qualche loro piglio critico, che vanno accumulandosi come strana materia, in qualche luogo del corpo e che da questo interno premono in cerca di un mondo possibile.
Il paesaggio artistico di riferimento è il “Nikutai” del Butō nelle sue figure più enigmatiche e poetiche, attraverso la metodologia del Butō Bianco di Masaki Iwana.
Un archivio emozionale da saccheggiare per reperire corpi nuovi in dialogo con i disastri del tempo contemporaneo.

performance e danza: Alessandra Cristiani
progetto luci e spazio: Gianni Staropoli
ricerca sonora: Luca Venitucci
produzione: PinDoc
con il contributo: MIC, Regione Siciliana
con il sostegno: Ateliersi / Orbita Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza / Festival Teatri di Vetro

Durante la residenza, giovedì 11 dicembre 2025, Alessandra Cristiani ha presentato al pubblico Un frammento da Matrice – da Ana Mendieta

La residenza artistica di Alessandra Cristiani è stata accompagnata dallo sguardo di Francesca Proia che ha partecipato – insieme a Alessandra Cristiani, Eleonora Sedioli, Ilaria Palomba e Fiorenza Menni – a IL CORPO OBBEDISCE SOLO ALL’INFINITO, incontro con il pubblico sul ruolo delle pratiche corporee in scena, tra dimensione conoscitiva e performativa, svoltosi giovedì 11 dicembre 2025 in seguito alla presentazione di Un frammento da Matrice – da Ana Mendieta. 

Nikutai del Butō

Il paesaggio artistico di riferimento è il “Nikutai” del Butō, in quelle che per l’artista sono le sue figure più enigmatiche e poetiche. Il primo termine ha a che fare con la metodologia del Butō Bianco, creata dal danzatore Masaki Iwana, scomparso nel 2021. Una personalità artistica nell’ambito della ricerca per la danza, che ha segnato il passaggio nella sua indagine professionale, da un segno prevalentemente teatrale per la scena, alla necessità di una relazione più ambigua e rigorosa tra corporeità e performance.

Il perno drammaturgico è il paesaggio interiore, l’immaginario, la percezione, l’intuizione, l’intimità di scritture segrete. Le diverse declinazioni e stratificazioni di “volti” e di “sensi” che il progetto, nella sua fase primigenia, potrebbe setacciare, convocano strategicamente tre elementi strutturali, profondamente allacciati tra loro: scrittura, poetica, metodologia.

Da un grafico realizzato dal danzatore emergono alcune indicazioni concrete per avanzare nella ricerca di un corpo totale la cui oscurità sostanziale volge a tratti verso la luce: mechanism of becoming, intuizione, immagini astratte e dualità, aspetto totale della vita incluse le intenzioni oscure.

BIO di Alessandra Cristiani

Performer e danzatrice. Riceve il Premio Excelsoir come migliore attrice per il corto La foto, regia di Sara Masi, 1997. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica del Butō. Si laurea in Metodologia e Critica dello Spettacolo con la tesi sperimentale Masaki Iwana e la tradizione del Butō Bianco. The Intensity of nothingness: una metodologia della danza. Crea e dirige con la compagnia Lios la rassegna internazionale di danza butō Trasform’azioni (2001-2011). Con il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008. Nel 2009 prende parte al Progetto Eliogabalo, residenza coreografica con il danzatore Akira Kasai sostenuto dal Paji Europe Japan Foundation. Per il biennio 2011-2013 è coreografa in residenza presso l’Accademia Filarmonica di Roma inserendo progetti di danze in natura nel Festival Internazionale della danza 2013. Nel 2015 è in Giappone come prima allieva ospite del centro di ricerca Tenshikan di Akira Kasai. Dal 2016 al 2020 ha docenze a contratto presso l’Università di Roma Tre sulle Tecniche performative del Butō e l’Euritmia steineriana. Lavora stabilmente nella compagnia Habillè d’eau diretta da Silvia Rampelli. L’ultima produzione della compagnia: Euforia, vince il Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza. Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia; Best Actrees critic per il corto Un appartamento vuoto, regia Sara Masi e Francesco M. Mortati,  Stockholm city film festival, 2024.

BIO di Francesca Proia

Laurea magistrale con lode in Conservazione dei Beni Musicali all’Università di Bologna, è coreografa, danzatrice e docente di yoga.
Ha collaborato a lungo con il coreografo Masaki Iwana e il regista Romeo Castellucci. In seguito alla segnalazione speciale Premio ETI Scenario 2005, inizia a presentare il suo lavoro coreografico nei luoghi più significativi della ricerca contemporanea internazionale.
Master Yoga Teacher per Yoga Alliance International, tutto il suo lavoro è attraversato da un percorso di ricerca teorica, artistica e pedagogica in cui lo yoga si rende evidente come prassi di rifondazione percettiva. Nel 2016 ha fondato Mìnera, scuola superiore di yoga in absentia. Nel 2018 fonda I vasi comunicanti, scuola di alta formazione e ricerca yoga, e I campi magnetici, ulteriore segmento di specializzazione (entrambi riconosciuti da Yoga Alliance International) .
È docente di Malagola, Scuola di vocalità e centro internazionale di studi sulla voce diretti da Ermanna Montanari, insieme a Enrico Pitozzi.
Tra le pubblicazioni: Quaderno magnetico – Dimensioni di scoperta nello yoga (Orthotes, 2025); Mantra per sciogliere il transfert psicoanalitico (Fogli d’Ipnos, 2023); Yoga – La composizione delle tecniche per una pratica viva (Astrolabio Ubaldini, 2022); Indigena alla terra (Il Vicolo Edizioni, 2018); La cattura del soffio – Piccola guida yoga del signor Pranayama (Edizioni Del Girasole, 2017); Declinazioni yoga dell’immagine corporea (Titivillus, 2011).

09 Jan 2026