TONY ALLOTTA / 7occola, 19-20.10.18

TONY ALLOTTA / 7occola, 19-20.10.18

venerdì 19 ottobre, h. 19.30 e h 20.15, e sabato 20 ottobre, h 19
TONY ALLOTTA
7occola

di Mariagrazia Pompei / adattamento per la performance a cura di Tony Allotta / sonorizzazioni di Gilvia / visual di Annalisa Macagnino / raccontato per immagini da Claudia Borgia.

 

Nota dell’autrice

Ho scritto 7occola una notte dopo aver letto della morte di Tiziana. Una ragazza campana, con un sorriso bellissimo e l’abbronzatura posticcia di chi al mare ci va truccata.
E’entrata in contatto con me, quella notte e mi ha detto: “vendicami”. Mi ha chiesto ” porta con me sotto questa terra fredda quei pezzenti porci che non capiscono l’amore, che umiliano la fragilità in nome del cazzo dritto e offendono chi ne gode. Per tutto questo vendicami e libera il futuro che già solca un percorso scritto sui corpi delle vittime”.
Quella notte ho scritto e continuato a scrivere fino a non poterne più. Poi ho smesso, ho fumato e infine ho pianto.
Tiziana è morta per un pompino che ha fatto il giro del web senza il suo consenso, che l’ha costretta all’umiliazione insostenibile, quella di essere screditata e vilipesa su pubblica piazza.
Ci siamo interrogati spesso da quando è iniziata questa avventura su quanti video, foto o chat avevamo archiviato, mistificato, corrotto, bloccato, cancellato sui nostri smartphone: nuovi strumenti di estorsione, di ricattato.
La domanda che mi sono fatta è: Ci sembra di usare quei mezzi o sono loro ad usare noi? Crediamo di controllarli o possono tornarci indietro come un boomerang? E se ci tornano indietro, come dobbiamo giustificarci? Allora si, 7occola! Si, sono una zoccola, siamo un mondo di zoccole e puttane che hanno opinioni, hanno talento, hanno amore, hanno stima e autostima. Alzare la testa a questo pensiero nobilita anche il sesso stesso perché fatto per godere! Mi ha fatto sentire come se portassi addosso il sorriso di Tiziana, finalmente protetta e rivendicata da chi l’avrebbe difesa.
Tony Allotta è stata una scelta che ha scelto me per il suo percorso e per il suo artivismo, perché fonde il suo ideale con la sua arte e questo è quello che volevo che Tiziana ottenesse: un essere di genere maschile che poteva traghettare la sua anima, ormai salva, verso una sicura rinascita in un luogo in cui non avrà bisogno di sentirsi amata da chi la sfrutta.
Questi gli elementi che hanno composto il punto di partenza. Esigenza, condivisione, autorialità specifica e solo tanto impegno per dare voce a quella di Tiziana che urla sottoterra quello che noi ci siamo sentiti testimoni di raccontare.

Nota del performer

Tutto ha inizio dall’artivismo e dall’avventura politica transfemminista queer. Il 26 novembre 2016 durante la manifestazione nazionale a Roma contro la violenza maschile sulle donne, vestito solo di una tuta da meccanico e tacco a spillo 12, vacillavo per restare in piedi su un Ape car in movimento. Stavo leggendo un brano “Piovono pompini”, pubblicato da anonima sul sito “Abbatto i muri”, con una dedica: a Tiziana. Il nome è quello di una giovane donna di 29 anni che si è suicidata perché un suo video privato sexy è stato diffuso nella rete senza il suo consenso. Le parole che mi attraversavano fino alla gola erano piene di rabbia, di una forza leggera che rivendicava il diritto di godere senza essere processati e il diritto di decidere a chi e come mostrarsi nella propria intimità. Molte donne presenti mi hanno detto di essere convinte che il testo fosse mio, anche la stessa Mariagrazia Pompei, in marcia anche lei, ne era convinta. Quella volta mi ha raccontato di aver scritto di getto un monologo la notte che ha letto della notizia del suicidio di Tiziana. Lo aveva pensato per un’attrice ma, ascoltandomi leggere quel brano in piazza, aveva pensato che quella storia interpretata da me sospendeva la pietà, aumentava la rabbia e il senso di rivendicazione. Me lo fece leggere e da subito fui affascinato dalla struttura simile a un litania laica e piena di passione. Lo abbiamo lasciato decantare fino alla fine del 2017. Ho pensato subito di coinvolgere la musicista Gilvia e l’artista visiva Annalisa Macagnino (creatrici del djset “Playgirls from Caracas”). La documentarista Claudia Borgia che mi aveva intervistato per la sua inchiesta per immagini sui corpi queer e che stava già seguendo il mio percorso creativo degli ultimi anni si è buttata a capo fitto per raccontare i passi di questa nuova avventura collettiva. Come primo abbiamo pensato al Trenta Formiche circolo Arci underground di Roma-est, che tutte frequentiamo, come luogo da dove far nascere questa nostra “creatura”. La protagonista del testo di Mariagrazia è chiusa in un bagno e tenta di uccidersi, e allora da un bagno abbiamo pensato di far partire questa nostra ricerca.

L’idea è quella di creare un contrasto e un’ambiguità tra le espressioni, “Prego” “Mi dispiace” e un corpo che si muove con la sensualità rabbiosa di una creatura in cattività. Chiusa in un bagno, luogo intimo ma pubblico, sembra cercare l’inquadratura migliore per un video sexy quando in realtà si sta suicidando.

A seguire dj set a cura delle Playgirls from Caracas

Il progetto “Playgirls from Caracas” nasce a Lecce nel 2007. Con attitudine quasi “didattica” le Playgirls ricercano nel panorama musicale brani prevalentemente al femminile. Una sorta di archeologia queer che scava senza alcun limite in generi e periodi differenti e porta nelle loro selezioni trasse, pop, cantautorato, elettroclash, punk, riot, synth pop e tanto altro ancora. Un frizzante fritto misto, supportato da video provocatori ispirati al mondo dell’arte, ai movimenti post femministi e al soft porno, che tra maracas, Gùiro e percussioni varie trasforma timide situazioni in serate danzanti.

24 Sep 2018 no comments

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